Brita on Tap: addio bottiglie di plastica! | Recensione

Brita on Tap: addio bottiglie di plastica! | Recensione

Brita on Tap ci aiuta a dire addio alle bottiglie d’acqua in plastica? Probabilmente si!
Un prodotto semplice da installare, ed ancor più semplice da utilizzare, che impatta sul nostro vivere quotidiano in modo positivo.
Scopriamo insieme se è quello che fa per voi?

Brita on tap: interno
Abbiamo aperto uno filtro Brita on Tap ormai esausto, prima di buttarlo. Dentro ci abbiamo trovato pochi residui (ma l'acqua di Milano è sempre super controllata). Ecco come è fatto - almeno in parte - il sistema di filtrazione.

Le acque in Italia

Bere l’acqua del rubinetto in Italia è possibile, e la situazione complessiva è ben più positiva del percepito: l’acqua in Italia è quasi sempre buona*.
Attualmente il mercato delle acque in bottiglia è ampio e vasto, con un’offerta ampia e profonda. Ma possiamo ridurre il consumo di acqua in bottiglia? Sicuramente si.
Ridurre la propria impronta ecologica è un fattore da non sottovalutare, viviamo su un pianeta in forte crisi. Prendercene cura è un dovere, anche con piccolissimi accorgimenti.

* Per un approfondimento, consultare: Acqua potabile, l’Italia spreca troppo e investe poco.
Qualità dell'acqua
Una sintesi della distanza tra percezione e qualità reale dell'acqua erogata dai rubinetti in Italia.

Il prelievo di acqua per l’uso alimentare, in Italia, nel tempo aumentato. Le aree che più fanno uso di acque potabili sono il Sud ed il Nord-Ovest: Lombardia, Lazio e Campania sono le regioni dove più si beve acqua del rubinetto**.

Un terzo dei volumi di acqua prelevata è sottoposta a trattamenti di potabilizzazione.

** Dati e approfondimenti sono disponibili nel documento: Utilizzo e Qualità della risorsa idrica in Italia (ISTAT)

Brita on Tap: il filtro

Brita on Tap è un sistema filtrante che, da specifiche tecniche, promette di migliorare la qualità dell’acqua che eroghiamo dal rubinetto di casa.
Il produttore dichiara:

  • Riduzione di quantità di particelle di cloro presenti nell’acqua, e di altre sostanze che ne alterano il sapore e l’odore;
  • Cattura e rimozione dei metalli;
  • Cattura e rimozione di particelle plastiche (microplastiche di dimensione >0,5 µm);
  • Rimozione batteri 99,99%;
  • Erbicidi e pesticidi;
  • Ormoni e residui farmaceutici.

Il filtro è costituito da materiali a membrane a fibre cave, carboni attivi e  fibre allo scambio ionico.

Montaggio e materiali di supporto

Il filtro Brita on Tap  è facile da montare e mettere in uso. Ci vuole giusto un po’ di manualità. Va rimosso il filtro a retina che ogni rubinetto ha montata di serie. Liberata la filettatura, su di essa va montato il filtro Brita. Più facile a farsi, che a dirsi.
In confezione, comunque sono presenti tutte le istruzioni necessarie al montaggio.

Una volta montato, inserito il filtro (che è sostituibile), va resettato il contatore di litri erogati.
Questa versione consente di filtrare fino a 600 litri. La versione precedente, di cui brevemente parleremo a seguire, aveva una capacità massima di 1200 litri. Un passo indietro? Per alcuni aspetti si.

Due versioni di Brita on Tap!

La versione più datata di Brita on Tap era un prodotto dal design meno accattivante di quello attualmente in commercio. Più grande, meno armonico, aveva però dalla sua il vantaggio di garantire volumi d’acqua filtrata doppi.
C’erano però dei punti critici importanti: mancava il display con l’indicazione dei litri residui (c’erano solo tre led: verde, giallo e rosso); i materiali con cui erano realizzate le ghiere erano molto scadenti e finivano per rompersi; le dimensioni erano considerevoli; il sistema di fissaggio al rubinetto era più elementare e meno solido (ogni tanto si avevano perdite).

Il passaggio alla nuova versione è un passo in avanti, indubbiamente. Meno lato impatto ambientale: così si consuma il doppio di filtri!

Come è fatto il filtro Brita on Tap

Conviene davvero?

Il filtro Brita on Tap non va considerato solo come un prodotto conveniente, dal punto di vista economico. E’ un prodotto che sicuramente conviene all’ambiente.
Da quando l’uso (sia questo attuale, che la versione precedente) ho completamente azzerato la quantità di bottiglie di plastica in casa. E non è cosa da poco.

La premessa è che siate collegati ad un acquedotto che fornisca acqua di buona qualità e che le tubazioni del vostro edificio siano in buono stato. Questo è, diciamo, condizione di necessaria. Ed in Italia, pare, sia più facile incontrare acqua potabile e di buona qualità che la non potabile. Il sapore piò piacere o non piacere, è soggettivo.

Dunque, Brita on Tap ha drasticamente ridotto la quantità di plastica prodotta in casa (da destinare al pattume) e anche solo psicologicamente questo aspetto fa stare bene. Inoltre si ha un riverbero diretto anche sul portafoglio: facciamo due conti!
600 litri d’acqua in bottiglia costano (con una media di 15 cent./litro) all’incirca 90€, a cui bisogna sommare il costo ambientale dell’acquisto: la plastica da buttare, lo smaltimento, il trasporto delle bottiglie ecc.
Il costo del filtro (la sola ricarica) è decisamente inferiore (circa 15€).

Ogni 600 litri risparmieremo direttamente circa 75€. Con il primo acquisto, sistema filtrante e filtro, avremo comunque già un risparmio rispetto all’acquisto delle bottiglie in plastica.

Anche Brita on Tap è in plastica…

Si, qualcuno avrà da sollevare la questione di eco-compatibilità del filtro: è in plastica. Non è riciclabile nella plastica, ma va gettato nell’indifferenziato. Non certo un toccasana per il mondo in cui viviamo. Ci sarebbe da mettere su un’analisi sul bilancio ambientale delle due pratiche: filtro vs bottiglie. Tra i due, direi che ad occhio è meno impattante il filtro (che si getta una volta ogni 600 litri, e ce ne vorrete di tempo per erogare questa quantità di acqua!).

Come funziona?

Brita on Tap è facilissimo da utilizzare.
Ha un selettore di modalità di erogazione sul corpo principale. Con la levetta portata verso il basso (icona azzurra) eroghiamo l’acqua filtrata. Perfetta per essere bevuta, per cucinare e per fare tisane e caffè (meglio se con lo Smart Kettle che vi abbiamo recensito).

Con la levetta nello stato intermedio (orizzontale) attiviamo l’erogazione a doccetta. Ottima per lavare i piatti e verdure. Insomma, la doccetta fa sempre comodo nel lavandino della cucina (e i rubinetti, spesso, non l’hanno).

Con la levetta verso l’alto (icona grigiolina) abbiamo l’erogatore classico del rubinetto, di acqua non filtrata. Perfetta per tutte le attività classiche che non prevedono l’ingerimento dell’acqua: preserviamo il filtro, ne allunghiamo la durata, utilizziamo l’acqua come avremmo fatto prima di montarlo.

Trattasi di un prodotto immediato, un plug & play. Facile, comodo, utile.
Noi ne siamo soddisfatti, lo consigliamo e ci aiuta a sentirci partecipi (anche se con un contributo piccolo piccolo) al progetto di immissione sempre minore di materie plastiche nell’ambiente che ci circonda (che è il mondo, intero).

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