Cinque libri di viaggio per scoprire l’Italia

Cinque libri di viaggio per scoprire l’Italia

Quest’estate ribolle, attesa da tutti, con una sempre maggior voglia di viaggiare. Ci siamo, è il momento di partire.
Se mancano idee, se non c’è la voglia di lanciarsi in mete turistiche super affollate ed il desiderio di seguire percorsi poco battuti non manca, ecco cinque libri che vi raccontano itinerari poco noti ed idee di viaggio un po’ particolari.

Sulle strade del silenzio: cinque libri per scoprire l'italia

Sulle strade del silenzio
Viaggio per monasteri d’Italia e spaesati dintorni

Sulle strade del silenzio è il primo dei libri presentati in questo articolo, non perchè l’opera di Boatti sia qualitativamente migliore delle altre – che seguono -, bensì perchè racconta un viaggio lungo l’intero Stivale, fatto di riflessione e ricerca di se.
Sulle strade del silenzio racconta l’Italia con una voce lenta, sussurrando. Racconta di angoli nascosti del nostro Paese, dove fede, arte, storia, spiritualità si fondono. Sono luoghi a noi vicini, spesso nascosti nelle provincie in cui viviamo, di cui avremo sentito parlare, ma che probabilmente non avremo mai visitato.

Il viaggio, intrapreso da Giorgio Boatti in prima persona, ci guida tra i monasteri d’Italia. Si parte dal Nord, si giunge al Sud. Non è un libro di viaggio, una storia on the road, dei più classici, ma un racconto che ci guida alla scoperta di piccole realtà immerse e perse nel tempo.
Grazie a Strade del silenzio ho scoperto la bellezza di Serre San Bruno, nel cuore della Calabria. Un monastero incantevole, perso tra i monti e le campagne. Come trovarlo, altrimenti? Difficile, è un turismo locale, un turismo sacro, un turismo di cui si parla poco.
Altra tappa, tra le varie, citata da Boatti, si trova in Irpinia. Un luogo che conosco da sempre, il Goleto. Un’antichissima abbazia, un luogo suggestivo e magico, dove si fondono storie antiche e misticismo templare, vicino a quello che fu l’epicentro del terremoto del 1980 e che oggi profuma di rose ed olivo.

Suggerito perchè: indica strade poco battute, in luoghi incredibilmente belli d’Italia. Per chi cerca se stesso, l’autenticità dei luoghi e le architetture religiose.

L'arte di annacarsi cinque libri per scoprire l'italia

L’arte di annacarsi
Un viaggio in Sicilia

L’arte di annacarsi è un libro di viaggio ampio, curioso, simpatico. Non è un viaggio propriamente fisico, ma un volo costruito ad arte tra le diverse realtà della più grande isola italiana. L’autore, Roberto Alajmo, ci racconta la sua Sicilia in un modo particolare: racconta prima i siciliani. Lo spirito dei luoghi, le storie, la storia, le comunità, i progetti.
Il libro racconta l’isola, ma lo fa senza parlarci di strade, ma parlandoci di persone.

Si parte dall’ovest, dove si fondono culture (a Mazara del Vallo) diverse, simili, ormai unite: quella siciliana e quella tunisina. Un luogo in cui si respira il Magreb, ma anche la Trinacria, dove i pescherecci sono l’economia, ma lo è anche la storia, l’arte, il turismo. Dove nel centro ci sono storie dipinte sulle pareti, che raccontano il Mediterraneo, dove c’è integrazione.
Un luogo visitato, apprezzato, nel suo essere quasi unico. Si giunge all’est, nella culla di Noto e Siracusa.
Ma c’è anche da scoprire le Madonie, monti e colline dove impresa, cultura e personaggi suggestivi hanno plasmato il carattere di questi siciliani. C’è Santo Stefano di Camastra, con la sua Fiumara d’arte ed una voglia di fare cultura che si perde nei campi.

Ma ci sono anche storie tristi, cupe, storie di cui non andar fieri. C’è il racconto di strade che passano dal caos e dall’incuria al paradiso delle vigne. Ci sono storie di morti in mare, di silenzi voluti, di dolori soffocati.

Suggerito perchè: è un viaggio avvolgente, che stimola la curiosità. Costruisce una mappa su cui muoversi liberamente, scegliendo le tappe, scegliendo di scoprire i contrasti, o di perdersi nell’omogeneità. E’ una piccola guida – di viaggio – nell’arte di annacarsi… del vivere siciliano.

La via del lupo cinque libri per scoprire l'italia

La via del lupo
Nella natura selvaggia dall’Appennino alle Alpi

La via del lupo è un libro che, già da amante della montagna e del mio Appennino, mi ha fatto sognare un percorso tra sentieri, boschi, altopiani, immerso nel profumo dell’autunno e della primavera.
La via del lupo è un libro che oltre a raccontare un viaggio, racconta soprattutto le montagne d’Italia: la bellezza dell’Appennino e la maestosità delle Alpi, ma lo fa parlando di un nostro amico e connazionale, il lupo appenninico. Creatura mistica, un fantasma, un essere schivo e timoroso dell’uomo che vive con noi, l’Italia, dall’alba dei tempi.

La via del lupo è anche un saggio erudito su come vivere con cultura, coscienza e intelligenza la montagna. Si raccontano storie di uomini che, con fermezza, hanno scelto di seguire un percorso condiviso con il lupo: vivere insieme la montagna, rispettandosi reciprocamente. I monti, dopotutto, appartengono al lupo.
Ed il lupo è anche volano per il turismo naturalistico, è mezzo di difesa di altre specie a rischio: se proteggi uno, proteggi tutti. Tra le pagine di questo libro si viaggia lungo la nostra catena montuosa più tortuosa, percorrendo sentieri dalla Calabria all’Emilia Romagna. Si raccontano borghi e boschi (che sono borghi anch’essi).

E’ bello, interessante e stimolante seguire le orme di Ligabue (un lupo) ritrovato a pochi passi da Modena. Rimesso in libertà con il GPS s’è studiato il percorso della sua vita, a quattro zampe trotterellando tra le cime. E si racconta la sua storia, e quella dei suoi simili, spesso oggetto di bracconaggio. Triste storia, ma anche speranza di un ripopolamento che sta avvenendo e che ci si augura aumenti: tornerà il lupo, torneranno gli orsi, i cervi, i daini, le aquile, le rane, le lucciole e chissà, anche le testuggini di terra.

Suggerito perchè: è un percorso di crescita in simbiosi con la natura, tra problemi e contraddizioni di un Paese verde che odia il verde. Sulle orme dei lupi si possono ricavare sentieri, percorsi, viaggi tra tronchi, muschi, querce, fiumi, cascate… E’ un viaggio immersi nell’anima selvaggia d’Italia. Per appassionati di hiking!

Appia cinque libri di viaggio per scoprire l'italia

Appia

Appia è un libro che racconta la strada. Appia è la strada. Appia è un’avventura.
Paolo Rumiz ci accompagna, tra pagine profumate d’inchiostro, in un viaggio emozionante che da Roma ci conduce a Brindisi. Lungo una delle più antiche strade del mondo, passo dopo passo, ci si immerge nell’Italia di tutti i giorni.
L’autore ci racconta un percorso lento – e fattibile, ci sono anche le tracce GPS scaricabili gratuitamente dalla rete – di scoperta del Mezzogiorno d’Italia. Si lascia la capitale, e ci si dirige lungo quelli che sono i pezzi d’Appia, verso la Puglia.

Il paesaggio muta, si incontrano uomini e donne, storie di presente, passato e speranze future. C’è la quotidianità di una nazione, con tutti i suoi problemi e le sue bellezze. Ci sono marciapiedi divelti, sampietrini scomparsi, ville che nascondono statue, ci sono persone felici, accoglienti, c’è una cucina schietta, c’è il rumore delle fontanelle…
La voglia percorrerla, questa via Appia, c’è. Prima o poi, scarpe al piede e zaino in spalla, lo farò.

Suggerito perchè: chi ama i viaggi zaino in spalla, senza avventurarsi nel suggestivo percorso del Cammino di Santiago, o se già fatto, o se si vuole essere fuori dagli schemi. Non è la via Francigena, è un’immersione su sentieri e asfalto. E’ un viaggio, con la V maiuscola!

Il sentiero degli dei cinque libri di viaggio per scoprire l'italia

Il sentiero degli dei
Un racconto a piedi tra Bologna e Firenze

Il sentiero degli dei è uno dei percorsi probabilmente più conosciuti d’Italia. In realtà ve ne sono almeno due, omonimi: uno, appunto, tra Bologna e Firenze ed uno che da Agerola porta a Positano.
Questo libro è un percorso profondo, scritto e percorso da Wu Ming 2 (del collettivo abbiamo, qui, già parlato di Q di Qomplotto). Il viaggio è non solo il racconto di un sentiero che congiunge, tra gli Appennini, due regioni, ma anche un viaggio che parla delle storie di chi quei territori montuosi li vive.

C’è stato un susseguirsi di eventi, in nome del progresso, che quei monti li hanno devastati. Ne hanno riscritto la geografia. Fu costruita, e ora ci torna comoda, la linea da Alta Velocità, ma a che prezzo? Oltre al racconto della strada, c’è anche il racconto della nostra contemporaneità, dell’economia, della politica. E’ un cammino di riflessione. Il desiderio di incamminarsi cresce, pagina dopo pagina, ma anche quello di guardare, con i propri occhi, come è cambiata quella porzione d’Italia.

Suggerito perchè: viaggiare non è solo camminare, guardare, è anche pensare, riflettere, ragionare. La quiete dei monti, il silenzio dei paesi che vanno spopolandosi, le campagne incolte, hanno una storia da raccontare, un presente da scrivere ed un futuro incerto. E’ uno dei più noti viaggi d’Italia, e merita di più.

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