Parigi: cosa vedere in cinque giorni?

Parigi: cosa vedere in cinque giorni?

Parigi è uno di quei luoghi che si dovrebbe visitare, in senso assoluto, nella vita.
Una città che, sotto ogni punto di vista, sa regalare emozioni: è bella ed è bello perdersi per le sue strade (ad ogni angolo si scopre qualcosa).

Vi racconto cinque giorni alla scoperta della capitale francese: cosa vedere?

Divieto di Sosta
Anche a Parigi esistono i divieti di sosta. Per muoversi in città si può utilizzare ogni mezzo: metro, bici, monopattini. Non per forza l'auto!
Metro al Louvre
Le fermate della metropolitana sono davvero belle. Alcune più singolari di altre!

Parigi: cosa vedere in cinque giorni?

Visitare Parigi richiede tempo, ed indubbiamente cinque giorni per conoscerla tutta sono pochi. Si può, con un minimo di organizzazione, però iniziare a scoprirne un bel po’ di segreti.

Come raggiungere la capitale francese?

E’ possibile raggiungere Parigi con tutti i mezzi di locomozione esistenti. Ovviamente il più comodo è l’aereo (ma muovetevi per tempo! I voli non sono certamente dei più economici, quindi programmare il viaggio con discreto anticipo aiuta), ma si può raggiungere la città anche con il treno (da Milano, ad esempio, c’è il diretto), con i pullman o con l’auto.
Dall’Italia settentrionale non è un viaggio impossibile, ma ricordatevi: più tempo spendete per raggiungere Parigi (contate anche il ritorno), meno ne avete per visitarla.

In quest’avventura di cinque giorni noi abbiamo optato per un volo diretto da Milano a Parigi: partenza da Linate, arrivo all’aeroporto Charles De Gaulle.
Da qui bisogna poi prendere un treno (c’è sia quello lento – con tutte le fermate lungo il percorso – che il TGV – la nostra Alta Velocità, che fa solo due soste) per raggiungere la città.

Muoversi in città

Muoversi in città è semplice. Ogni zona (ma parlo da turista) è ben servita.
Basti pensare che Parigi ha sedici (16) linee metropolitane (per un rapido confronto, Milano ne ha cinque), treni RER (coprono tratte urbane e non solo), la rete RATP e quella SNCF che coprono sia l’area urbana che quella metropolitana, tram e autobus.

Il biglietto ha un costo di €1,90, ma non consente di muoversi in senso assoluto con una sola convalida: il biglietto vale una corsa in metropolitana (anche cambiando tra due/più linee, senza varcare i tornelli), tram e bus e RER (solo sul comune di Parigi), per una durata totale di 1h 30m/2h se metro-RER.
Si possono acquistare i biglietti alle macchinette automatiche presenti in ogni stazione della metropolitana, ma è consigliabile per un viaggio di più giorni prendere un carnet da almeno 10/20 ticket (costano meno, circa €1.60 cadauno). Fidatevi, in cinque giorni li userete tutti!

Metropolitana di Parigi
La Metropolitana di Parigi è incredibile. Tantissime linee, che si aprono a ragnatela! Comodissima!
Ticket Metro Parigi
Ecco un po' di biglietti della metropolitana, dei treni RER (per l'aeroporto e per Versailles) che abbiamo utilizzato. Ne abbiamo obliterati, solo per la metropolitana, trenta (30) - per due persone, in cinque giorni.

Scarpe comode: la regola del bravo viaggiatore!

Dopo aver fatto una panoramica sul come raggiungere Parigi, è bene parlare di comodità. A Parigi si cammina, e si cammina davvero tanto.
Inizio con darvi un po’ di numeri: quanti passi abbiamo fatto in cinque giorni?

  • Giorno 1: 22.747
  • Giorno 2: 29.540
  • Giorno 3: 28.533
  • Giorno 4: 18.435
  • Giorno 5: 12.099

Totale: 111.354 passi. Non posso far altro che suggerirvi di indossare un paio di scarpe comode, anzi super comode!
Io ho viaggiato con un paio di Vans Mn Chapman Lite (che ormai sono introvabili), per avere un paio di scarpe più morbide e riposanti e le mie fidate, comodissime ed immancabili Birkenstock (le Timmins, di cui abbiamo parlato nell’articolo dedicato).

Uno zaino comodo (e capiente)

Uno zaino comodo, da indossare, e capiente è sempre “manna dal cielo“! E’ vero che, muovendosi in città, non serve portarsi dietro di tutto, ma torna sempre utile – soprattutto se volete divertirvi – avere uno spazio in cui riporre cose (ad esempio la reflex, oppure i cappotti quando visitate un museo, o ancora qualcosa comprato durante le passeggiate che non volete portare in mano tutto il giorno).

Noi ci siamo affidati al buon Eastpack Pinnacle. Ve lo abbiamo recensito, e dopo questo viaggio francese confermiamo l’ottima impressione avuta anche d’estate.

Parigi, sul mio Mapstr

Condividere le esperienze di viaggio con i propri amici è sempre bello: non sai dove pranzare, dove cenare, cosa scoprire? Beh, a chi chiedere, se non ai tuoi amici? Con Mapstr tutti gli appunti di viaggio sono in tasca, insieme ai nostri!

Parigi in cinque giorni

Dopo le dovute introduzioni, per prepararsi al viaggio, eccoci al cuore dell’articolo.
Premessa doverosa è: in cinque giorni non si visita tutta Parigi, non bastano! Ci sarebbe tantissimo ancora da scoprire, vivere, osservare… ma il tempo è un bene prezioso, assai limitato, dunque quel po’ che abbiamo ce lo facciamo bastare!

Da dove vogliamo iniziare? Cosa vogliamo raccontare e scoprire per aprire le porte di Parigi?

Montmartre

Siamo nella zona nord della città, stradine vive e allegre si aprono su viali non troppo trafficati. La vita, qui, pare dinamica. Negozietti aperti, bistrot, boulangerie, bar, fruttivendoli, di tutto un po’.
Il cuore del quartiere, quello che magnetizza i turisti, è la Basilica del Sacro Cuore. E’ anche il punto più alto di tutta Parigi.

La storia di questo quartiere si lega e si intreccia con i bohémien: artisti, scrittori, musicisti, attori che vivevamo in quartieri poveri, un po’ come i gitani. E’ proprio dalla confusione culturale legata al concetto di gitano che diede tale nome a questi personaggi: secondo la credenza popolare tutti i gitani erano originari della Boemia, di qui il termine bohémien.

La Basilica del Sacro Cuore sorge sul colle che da il nome al quartiere, nome che pare trovare origine nell’antica Roma: probabilmente qui sorgeva un tempio dedicato a Marte, quindi Mons Martis, Montmartre. Un’altra speculazione vuole, invece, che si colleghi il nome di Montmartre al martirio di San Dionigi. Accadde in quella che oggi si chiama Rue de Martyrs e si trova proprio all’interno del quartiere.
Qual che sia l’origine del nome, la bellissima basilica sommitale si nota un po’ da tutte le stradine a valle. Ed è bella. Maestosa, imponente e bella.

Montmartre è arte
Per le stradine ai piedi del colle di Montmartre ci si perde tra murales e profumi pungenti. E' la mattina parigina!
La Basilica brilla bianca nel cielo
La Basilica di Montmartre domina Parigi. Brilla bianca nel blu del cielo.
Porticato di Montmartre
La basilica ha un porticato enorme, che con la luce forte del sole crea ritmi e geometrie di ombre.

L’espansione parigina portò alla nascita del quartiere di Montmartre con Napoleone III, essendo la collina esterna al comune di Parigi, quindi non bisognava pagare le tasse come in città! Si sviluppò così un quartiere dedito al divertimento, nacquero infatti nel quartiere luoghi iconici come il Moulin Rouge e le Chat Noir.

Basilique du Sacré-Cœur

La Basilica del Sacro Cuore brilla, bianca ed immacolata, sulla vetta della collina di Montmartre. E’ forse l’edificio più bianco di tutta Parigi!
L’edificio, bello ed imponente, ha una storia abbastanza recente. Si inizia la sua costruzione nell’anno 1873, li dove sorgeva solo un piccolo agglomerato urbano. Il progetto originale fu rimaneggiato più volte e nel 1920 furono conclusi i lavori di edificazione della basilica.
La cosa che, come abbiamo accennato prima, rende particolare la basilica è il suo colore bianco. Realizzata in travertino, con la pioggia ed il freddo tende a ripulirsi (da smog ed altri agenti inquinanti sospesi in aria) e a far risaltare la sua tinta candida.

Una passeggiata fino alla vetta

Ci incamminiamo per la collina, attraversando strade animate. Non c’è voluto molto a scorgere, tra i palazzi, la sagoma bianca della Basilica. Al primo sguardo colpisce. E’ enorme.
Continuando la passeggiata tra i vicoletti, dove murales ed il rumore dei piatti nei cafè riempiono lo sguardo e l’udito, ci perdiamo nelle belle architetture della città. Parigi sorprende sotto questo punto di vista: i parigini hanno saputo conservare e valorizzare la bellezza della loro realtà urbana!

La strada è in salita, e man mano che ci avviciniamo la Basilica si fa sempre più dominante. Impressiona quasi.
La raggiungiamo, i raggi tiepidi di un sole autunnale ci riscaldano un po’, il colore del cielo è di un blu intenso, l’erba brilla di verde. Tutto risplende. E’ tutto bellissimo.
Arriviamo all’ingresso della Basilica, il porticato enorme ti fa sentire minuscolo. Quando si varca l’ingresso si resta in silenzio: la chiesa è mastodontica. Interni spogli quasi, ma di un’imponenza stucchevole. Ci si rende conto, chissà che fosse nelle originali intenzioni dell’architetto, della piccolezza dell’uomo in confronto al divino. Un mosaico svetta sull’altare, una cupola lascia entrare raggi di luce candida, è tutto minimale, ed allo stesso tempo regala emozioni barocche.

Le strade di Parigi
Parigi regala incantevoli scorci quando meno te lo aspetti!
Panorama su Parigi
Uno dei più bei panorami su Parigi lo si gode dal tetto delle Gallerie Lafayette.

Place du Tertre

La piazzetta, ritrovo famoso di artisti di strada (disegnatori, per lo più) ha cambiato volto. Un tempo luogo di incontro per caricaturisti, pittori, artisti disegnatori di vario genere, oggi spazio confinato dove i dehor dei ristoranti hanno conquistato terreno. Ha perso fascino, indubbiamente, trasformando uno spazio urbano caratteristico in qualcosa di turistico e poco spontaneo.
Resta piacevolissima la passeggiata tra i negozietti nelle viuzze intorno, tra ristorantini e bar dove si respira profumo di crepes.

L’unica vigna di Parigi

Una curiosità: a Montmartre c’è, ed è alla portata di tutti, l’unica (e l’ultima) vigna urbana della città francese. La vigna si raggiunge con una passeggiata tranquillissima dalla Basilica, ed è in Rue des Saules.

Arco di Trionfo

Parla di Napoleone il famosissimo Arc de triomphe de l’Étoile. Come dice stesso il nome, l’Arco celebra la vittoria dell’esercito napoleonico nella battaglia di Austerlitz.
La sua costruzione fu ordinata nel 1806, ma Bonaparte non vide mai l’opera compiuta.
Parigi, infatti, ebbe il suo arco solo nel 1896.
Sito al centro di piazza Charles de Gaulle, si fa notare da lontano. Dall’altro capo degli Champs-Élysées, lasciata Place de la Concorde, lo sguardo colpisce immediatamente la struttura incredibile dell’Arco. A tratti, però, lo sguardo viene rapido dalla ancor più famosa Tour Eiffel che, sulla sinistra, si erge come uno spillo al cielo.

I Campi Elisi
Il lunghissimo viale dei Campi Elisi lascia sognare l'Arco di Trionfo. E' li, li in fondo!
Arco di Trionfo
Enorme, mastodontico, uno dei simboli più conosciuti di Parigi.
Parigi è bella!
Parigi è bella! Ancor di più perdendosi tra le strade secondarie...

Champs-Élysées

Il lunghissimo viale dei Campi Elisi è forse la strada più famosa di Parigi. La capitale francese si fregia di una strada ampissima, affiancata da filari d’alberi e negozi d’ogni sorta.
In autunno il colore meraviglioso delle foglie, con sfumature gialle, arancio, rosso e marrone offre una deliziosa atmosfera allo sguardo curioso dei viandanti.

Una strada, questa, progettata per collegare in modo chiaro, evidente ed “opulento” il palazzo reale di Parigi con l’Arco di Trionfo. Obiettivo raggiunto, indubbiamente. Resta però un po’ di delusione, almeno per quanto mi riguarda. La strada, infatti, è tutto sommato un corso con negozi d’ogni tipo, dal super lusso ai prodotti grossolani. Una sorta di fiera a cielo aperto.

La Torre Eiffel
La Torre Eiffel vista da Place de la Concorde. Si nota subito, no?
Tour Eiffel
La Tour Eiffel è un contrasto: freddo metallo e caldissime emozioni!

Torre Eiffel

Parigi è immediatamente associata ad uno dei simboli più famosi della Francia intera: la Torre Eiffel.
Monumento del 1887 che rappresenta, ormai, nell’immaginario comune la capitale e il romanticismo parigino. E’ uno di quei luoghi super turistici che fa emozionare…

Un po’ di storia della Tour Eiffel

Prima di essere eretta, in metallo, la Torre Eiffel fu un progetto su carta. A mettervi mano furono tre progettisti: Koechlin, Nouguier, Sauvestre. Si era negli ultimi anni dell’800, la crescita industriale ed economica davano un boost agli investimenti in Francia, e come sempre capita il mondo immobiliare (ed architettonico) ne beneficia!

Quale occasione migliore, se non l’Esposizione Universale del 1889, per presentare un progetto ambizioso al mondo? Ad occuparsi di un progetto davvero unico fu l’azienda costruttrice di Gustave Eiffel, uno dei più noti architetti del ferro. Tre delle menti più dinamiche dell’azienda Eiffel si misero all’opera e fondendo talenti e conoscenze progettarono l’attuale torre.
Come tutte le opere, d’arte, d’ingegneria, d’edilizia, di utilità pubblica (insomma, di qualsiasi tipo!), anche la Torre Eiffel fu causa di battibecchi, polemiche, contestazioni, momenti d’ammirazione, dubbi e chi più ne ha, più ne metta.

Una costruzione “fotografica”

La costruzione della Torre Eiffel fu documentata, passo dopo passo. A documentarla, nella sua evoluzione, fu Edouard Durandelle. Ed è probabilmente uno dei primi casi di reportage fotografico legato alla costruzione di un edificio. Ancora oggi, infatti, vi sono le diapositive che testimoniano il progressivo alzarsi della struttura negli anni. Dopo cinque anni di lavori, nel 1889, finalmente l’opera fu inaugurata.

Fu quello il momento in cui Parigi beneficiò di un nuovo punto panoramico (ed ammetto, davvero meritevole!). Ed oggi, forse, propria dalla torre nascono alcuni dei più bei panorami fotografici di Parigi.

Panorama dalla Tour Eiffel
Uno dei panorami più belli su Parigi, all'ora del tramonto dalla vetta della Tour Eiffel.
Parigi è infinita
Dalla Tour Eiffel ci si perde con lo sguardo su tutta Parigi.
Il tramonto sulla Senna
Il tramonto sulla Senna è bello. Il sole cala dietro l'orizzonte, colorando d'arancio la città scura. Il fiume, placido, sussurra.

Parigi da una prospettiva singolare

Visitare la Tour Eiffel è una delle cose da farsi, assolutamente. Meglio prenotare il biglietto in anticipo, tramite il sito web dedicato.
Fatta un po’ di fila, che scorre comunque rapida nonostante i controlli di sicurezza a zaini, borse, cappotti ecc., si varca il cancello e si può liberamente passeggiare per il giardino (ingresso gratuito). C’è una seconda fila per iniziare l’ascesa alla torre.

Il primo livello è raggiungibile comodamente in ascensore (ticket da fare, in loco o online) oppure con le scale (non sono infinite, ma un po’ di tempo ci vuole). Qui si trova un primo punto panoramico, alcuni negozietti di souvenir, di cibarie varie, i bagni. Continuando la salita si raggiunge il secondo piano, sicuramente più bello, a livello di panorama e vista, rispetto al primo.

Il secondo piano è più piccino, ed affollato, del primo. Da qui già si gode di un panorama ampissimo sulla capitale di Francia. Essendo aperta a 360° la Torre Eiffel regala scorci meravigliosi. Bello l’Arco di Trionfo visto da qui, immerso nelle architetture tipicamente parigine, bello l’orizzonte che si perde, verso le tinte grigie del cielo, bella la Senna che cupa scorre placidamente nel mezzo della città.

Fate solo attenzione a non “perdervi“. Le indicazioni di salita all’ultimo piano, di discesa e di punti panoramici sembrano un po’ messe a caso, le persone si muovono alla rinfusa e non è mai chiaro dove inizi una fila e dove conduca.
Trovata la strada giusta, non resta che raggiungere il più bel punto panoramico di Parigi. La vetta.

La vetta della Tour Eiffel è un luogo suggestivo. L’ascensore è lento, piccino. Si sale e ci vuol tempo. Poca luce, un’atmosfera soffusa e quasi soffocante. Un po’ di brividi, scorrendo tra i piloni d’acciaio, bulloni, cavi tesi, nascono sulla schiena. Che posto strano!
Ci si arrampica, metro dopo metro, fino alla vetta. Le porte si aprono, pochi passi. Siamo sulla terrazzina schermata (in vetro) e già tutta Parigi è ai nostri piedi. Che meraviglia!

Non si può non sorridere nel vedere una metropoli così miniaturizzata.
La vista anche qui è a 360 gradi. Trovate le scalette, il sotto-livello offre uno spazio maggiore, nessuna barriera (solo una rete) e le sferzate di un vento gelido d’ottobre. E’ anche l’ora del tramonto. Che bello, che bello è visto da qui. Un cielo blu, che sfuma in un rosso fluorescente, scontrandosi con il nero dell’urbana colata di asfalto e i colori cupi del fiume che placidamente ci aspetta a valle.

Suggerimento

Le viste alla Torre Eiffel sono possibili in diversi orari della giornata. Controllate sempre, prima di prenotare, l’orario del tramonto. E’ l’orario più bello, quando si va incontro alla sera. Le luci si ammorbidiscono, l’atmosfera si fa suggestiva, si gode della torre sia spenta che illuminata.
Non fate riferimento al tramonto nelle città italiane in cui vivete, meglio fare un check!

Ponte Nuovo
E' Parigi, la mattina presto, immersa nell'umidità della notte. Lontano la Torre tra le nuvole.
Vita sul fiume
Vita sulla Senna, con barche e chiatte che vanno e vengono.

Ile de la Cité

Parigi ha un antico cuore. La sua più antica anima nasce proprio sull’Ile de la Cité. Luogo contenuto, abbracciato dalla Senna, dove si respira un’aria antica ed è facile fantasticare sulla vita di una Parigi scomparsa tra le pagine dei libri di storia.

Quanto custodito da quest’isola – questo articolo sta diventando lunghissimo – lo raccontiamo in una pagina dedicata: c’è quanto di più bello (almeno per me) possa regalare Parigi.
Qui si trovano: la Cattedrale di Notre Dame, la spettacolare Sainte Chapelle, la Congiergerie e il Palazzo di giustizia (Palais de la Cité) che però non è visitabile dal pubblico.

Pont Neuf

Il ponte più antico della città di Parigi è Pont Neuf, o Ponte Nuovo. Esso collega l’Ile de la Citè con il resto della città. E’ un ponte molto bello, soprattutto quando visto da quelli che lo precedono e seguono lungo la Senna e da esso sono meravigliosi anche i panorami fotografabili.
Ricorda un po’ alla lontana i ponti tiberini di Roma, ma nonostante la sua bellezza, con tutta l’onestà che ho, gli scorci capitolini sono di tutt’altra bellezza… Sarò io innamorato di Roma, ma la Città Eterna ha sempre qualcosa da dire!

Pont Neuf e la torre Eiffel
Pont Neuf in primo piano. Sulla sfondo la Tour Eiffel dorme nelle nuvole basse.
Notre Dame de Lorette
Quando meno te lo aspetti, volti l'angolo e trovi un tesoro!

Parigi: cosa vedere in cinque giorni, continua…

Non basta quanto raccontato fino ad ora, in questo articolo, per esaurire quanto c’è da scoprire nella città di Parigi, in soli cinque giorni. Che, come ci siam detti, neppure bastano!

Per rendere la lettura più agevole, comoda e piacevole, rimandiamo ad altri articoletti dedicati i contenuti che volevamo proporvi. Vi diamo giusto un anticipo di ciò di cui parleremo:

  • Le chiese e gli edifici religiosi
  • I Musei
  • La Reggia di Versailles
  • Dove mangiare

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