Come spiegare “Immuni” a tua nonna

Come spiegare “Immuni” a tua nonna

Perchè dovresti scaricare immuni e non ascoltare chi dice il contrario

Tra non molto l’app immuni sarà attiva in tutta Italia. In queste ore sui social impazzano mille opinioni contrastanti e articoli lunghissimi e illeggibili su come funziona l’app.

Anche i miei coetanei, i cosiddetti “nativi digitali”, sembrano dubbiosi su alcune cose, quindi mi sono chiesto “Se i miei nonni fossero ancora qui, come gli avrei spiegato immuni?”. 

In breve: come funziona?

L’app immuni è estremamente semplice per chi la usa.

Dopo averla scaricata basta controllare che ci sia la dicitura “servizio attivo” dopodichè non devi fare null’altro. Puoi andare in giro e non pensarci più.

Nel caso dovessi malauguratamente entrare in contatto con una persona infetta, dopo qualche giorno l’app ti avvertirà.

In tal caso dovrai prendere delle precauzioni in più, stare a casa e avvertire i numeri d’emergenza se hai dei sintomi sospetti. Per farti una pre-diagnosi potresti usare ADA

Nulla di più semplice.

“E se scopro di avere il coronavirus?”
In tal caso, dopo che avrai fatto il tampone, dovrai informare l’assistente sanitario del fatto che hai l’app immuni. A quel punto sarà lui a guidarti e a richiederti il codice fornito dall’app.

Nei giorni successivi tutte le persone che hanno l’app e che sono venute in contatto con te verranno informate.

Ricapitolando: come spiegarlo a tua nonna

A tua nonna devi dire che:

  1. Deve scaricare l’app, se non sa scaricarla puoi farlo tu per lei. Qui i link Android e Ios
  2. Deve attivare il bluetooth e tenerlo sempre attivo: è l’unica cosa che consente all’app di funzionare quindi è molto importante. Nei casi più ostici puoi attivarlo tu. Ti assicuro che non lo disattiverà mai, se non per errore.
  3. Aprire l’app ogni tanto e controllare che ci sia la scritta “servizio attivo”. In caso non ci sia deve chiamarti. A quel punto rileggi il punto 2.
  4. Se l’app dice che è venuta in contatto con persone infette, dille di restare a casa e chiamare il 1500. Dovrà anche dire al personale sanitario che ha l’app immuni.
attivo non attivo
L’app mostra se il servizio è attivo o disattivo.

Le F.A.Q. dei complottari

L’app utilizza la geolocalizzaizone, mi traccia, io non la scarico!!!

Mi dispiace deluderti caro amico paranoico, ma l’app non richiede l’utilizzo della geolocalizzazione come puoi verificare tu stesso dalle autorizzazioni concesse.

Ti invito comunque a dare uno sguardo alle autorizzazioni che hai concesso alle altre app, così capirai che la tua geolocalizzazione è un po’ come la sora Camilla, ma in questo caso se la pigliano pure.

L’app mi scarica la batteria del cellulare, non la scarico!!! Maledetti!!

Vorrei evitare di  dilungarmi in pipponi sull’acronimo bluetooth LE per cui ti invito a guardare i consumi nella schermata impostazioni di Android.

Ti renderai conto che l’app che consuma davvero la batteria è quella che usi per diffondere disinformazione, ovvero “Facebook” o “Instagram” a seconda delle tue preferenze.
Vuoi risparmiare batteria? Chiudi i social.

Se c’ho il coronavirus poi l’app lo farà sapere a tutti e diventerò un appestato

E qui viene il bello di immuni: i codici scambiati tramite bluetooth sono del tutto anonimi e cambiano ogni 15 minuti. Questo vuol dire che se entri in contatto con un infetto non saprai mai con certezza chi sia, a meno che non te lo dica lui.

Ho uno smartphone vecchio (iPhone 6 o precedente, Android 6 o precedente)

Mi spiace, in questo caso non puoi installare immuni. La colpa tuttavia non è di Bending Spoons (l’azienda che produce l’app), o del Ministero della salute, ma di Google e Apple.

L’app infatti sfrutta una funzionalità dei due sistemi operativi che è stata aggiunta soltanto ad Aprile 2020 per consentire lo scambio di codici tramite bluetooth (nata proprio per consentire la realizzazione di app come immuni). Il tutto va a beneficio della vostra beneamata privacy.

Conclusioni

Dopo tutto quello che ho detto, hai capito la potenzialità dell’app?

Se tutti la utilizzassero si potrebbe fare contact tracing in modo estremamente efficace, sfruttando lo strumento che abbiamo sempre con noi, lo smartphone, e senza sacrificare la nostra privacy.

Un milione di italiani lo hanno già capito. Tu cosa stai aspettando?

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