Ruderi di Poggioreale. Una città fantasma | I borghi del silenzio

Il sole batte la terra. Caldi raggi sferzano l'ormai gialla campagna, i tetti ardono, le finestre cigolano mentre l'ombra cerca refrigerio. Le chiome argentee degli ulivi attendono un'alito di vento. La polvere riposa. I Ruderi di Poggioreale Il cielo è limpido, la temperatura alta. L'auto romba allegra sulle strisce d'asfalto che da Palermo puntano verso la costa sud-ovest della Sicilia. Attraversiamo l'entroterra, lo sguardo passa dalla strada a borghi solitari, da uliveti a pungenti fichi d'india. Il fiume scuro d'asfalto ci porta li dove nel 1968 la terra ha tremato forte, e nelle notti di gennaio ha squarciato borghi interi.

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Cairano: dove il vento ti racconta i panorami

Il rotolamento degli pneumatici sull'asfalto sembra trasformarsi nel rumore delle onde del mare che si infrangono sulla battigia. L'avete mai immaginato così il sottofondo urbano nelle notti d'estate? In alcuni luoghi, distanti dalle città caotiche e grigie, i suoni hanno tutto un altro significato, un altro sapore, raccontano cose differenti. Così, quando immagino un luogo che parli di quiete, di pace dell'anima, spesso rifuggo al pensiero di Milano e trovo rifugio nei ricordi dell'Alta Irpinia. Li dove ci si perde nei borghi del silenzio. Come le onde, le colline appena mietute oscillano al vento. Non si percepisce nulla, se non

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Benvenuti a Borgo Parrini | I borghi del silenzio

Splende il sole su un arcobaleno di colori. C'è nell'aria il profumo denso dell'estate, il mare si culla morbidamente tra i riflessi azzurri e blu. Approfittiamo di una mattinata libera e ci mettiamo in moto verso Borgo Parrini. Benvenuti a Borgo Parrini E' un luogo, Borgo Parrini, in cui non si lesina affatto nel dare a tutti un sorridente "benvenuto!". Ci si arriva in circa mezz'ora partendo da Palermo, seguendo l'autostrada in direzione Trapani. All'uscita Partinico (o a quella di Montelepre) siamo già a più di tre quarti della strada. Seguendo la strada per Partinico il percorso è più rilassante.

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Oslo e Hovedøya: viaggio in Norvegia

Oslo è la capitale della Norvegia, si affaccia sul Mare del Nord e regala sensazioni contrastanti a chi la visita. E' una citta moderna, silenziosa, dinamica, viva e ricca di musei. Non si può prescindere dal visitarla se si viaggia alla scoperta della Norvegia. Il Palazzo Reale, ad Oslo, non si fa riconoscere certo per lo sfarzo. E' molto semplice, la sua architettura, e non vi è neppure una particolare cinta protettiva a tener lontani i curiosi. Oslo: l'architettura degli spazi Oslo è un luogo che mi ha sorpreso. Non è Roma, non è Firenze, così come non è Parigi,

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Bergen e Hardangerfjord: viaggio in Norvegia

La primavera riaccende il desiderio di viaggiare. Abbiamo scelto di trascorrere una settimana in Norvegia approfittando dell'arrivo della primavera e dell'aumento delle temperature. Abbiamo scelto di recarci a Bergen (e lungo i fiordi) prima di raggiungere Oslo. Il Mare del Nord non ha lo stesso profumo del Mar Mediterraneo Raggiungere la Norvegia è abbastanza comodo, ormai ci sono voli da diverse città italiane. Noi abbiamo scelto di partire da Bergamo per atterrare nei pressi di Oslo (Torp). L'aeroporto non è vicino alla capitale, ma è ottimamente collegato con svariate cittadine. Abbiamo scelto di partire nel tardo pomeriggio, atterrando a Torp

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Croazia on the road: in Cinquecento verso l’Italia | Parte 3

Il viaggio ha come prossima meta il parco di Krka. E' una strada che ci condurrà prima verso l'entroterra e poi, puntando all'Italia, nuovamente sulla costa. Krka: che diamine succede? Il Parco Nazionale di Krka è sito più all’interno di Spalato. Non ci abbiamo impiegato molto a raggiungerlo, ma appena arrivati abbiamo dovuto attendere i nostri nuovi ospiti per capire dove è che avremmo alloggiato. Sono due signori anziani, non parlano inglese, né italiano. Un po’ se la cavano con il tedesco, ma in modo molto maccheronico. Divertente! La casa che ci ospiterà è carina, un villino con orto. Sa

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Croazia on the road: da sud a nord in Cinquecento | Parte 2

Raggiungere l’isola di Hvar, da Dubrovnik, non è complicato. Richiede tempo e bisogna macinare un po’ di strada. L'isola di Hvar La mattina, dopo una bella colazione con biscotti, caffè greco e succo di frutta, ha preso il via col rombo del motore. Tutto pronto, salutati Mark e Boba, ci siamo rimessi in strada, puntando stavolta a nord. Bisognava superare nuovamente la frontiera con la Bosnia (dove, per nostra fortuna, non abbiamo incontrato traffico) e poi virare verso la costa non appena rientrati in Croazia. Le impressioni, anche al ritorno, di mattina e non al tramonto, non sono state diverse:

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Croazia on the road: da nord a sud in Cinquecento | Parte 1

L’aria tiepida della primavera stava prendendo il posto di quella, più gelida, che riempie gl’inverni di Milano. E con l’arrivo del primo sole tiepido, il fiorire dei primi germogli nei campi e sul bordo strada, l’idea di organizzare una vacanza stava prendendo forma. Perchè non un viaggio, integralmente, on the road? Partenza da Milano, andata e ritorno. L’idea era di non rinunciare al mare, ma neppure scegliere mete dove poco altro ci avrebbe potuto allietare, quindi, con un po’ di curiosità abbiamo scelto la Croazia. “Vediamola tutta!”, o almeno, proviamoci. E così, via. Giunto Agosto, freneticamente atteso, il pomeriggio tardo

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Parigi: Museo del Louvre e Museo d’Orsay

Parigi è un luogo magico, suggestivo, emozionante. Scoprire la città è un'avventura quotidiana. Se passeggiare per i suoi viali regala suggestioni romantiche ed andare alla scoperta della tradizione culinaria parigina è un percorso intrigante, un must per chi visita Parigi è far tappa in due dei musei, probabilmente, più famosi del mondo: il Museo del Louvre ed il Museo d'Orsay. Museo del Louvre Il cielo è limpido, l'aria frizzante. Di buon mattino ci siamo dati come obiettivo un viaggio nel museo più famoso del mondo, il Museo del Louvre. Ci svegliamo, ci prepariamo e ci lanciamo in strada. Ci vuole

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Erice: sulle orme di Afrodite

Pendici rocciose, inframmezzate da fiori di campo ed erbe spontanee, scivolano verso il mare. Roccia viva che si scontra con un cielo azzurro. E' il Monte Erice che si alza verso il cielo e domina la valle omonima. Trapani ad ovest vive dei suoi trambusti e si lascia invadere al profumo del sale, ad est San Vito lo Capo sonnecchia in una primavera che tarda ad arrivare ed il blu del Mediterraneo riempie lo sguardo di chi si inerpica per i tornanti. "De l'ombroso pelasgo Èrice in vetta eterna ride ivi Afrodite e impera, e freme tutt' amor la benedetta

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