Le città verdi: la natura ci salverà

Le città verdi: la natura ci salverà

Il torrido caldo dell’estate diventa sempre più insopportabile. Le città ardono, l’aria brucia, cresce il desiderio di frescura e ci si rifugia nella climatizzazione. Una soluzione comoda, ma non certo poco impattante dal punto di vista energetico prima, ambientale poi.
C’è una soluzione? Sicuramente si, complessa e articolata, ma il futuro può sicuramente essere più verde.

Vision Urban future

Città verdi

Le città verdi sono quello che, probabilmente, un domani ci consentirà di vivere meglio. Non si parla solo di natura, di piantumazione e cura di alberi e arbusti, ma un approccio diverso alla vita urbana.
L’aria delle nostre città tutto è fuorché salubre. Agenti inquinanti d’ogni sorta rendono irrespirabile e pericolosa l’aria che introduciamo nel nostro corpo. Essa aumenta l’insorgenza di patologie respiratorie, aumentano le fenomenologie allergiche, aumentano i problemi di salute e l’insorgenza di problemi legati a stress, disturbi del sonno, perfino aumentando il numero di morti per inquinamento.

Un albero ci salverà?

La sostenibilità delle nostre città dipende anche, e non solo, dalla presenza di alberi e verde urbano. Le città, ad oggi, sono il fulcro di tante dinamiche, sociali ed economiche, fondamentali per il nostro Paese.
E qui bisogna scommettere sul futuro, ma in modo intelligente e sostenibile.

Tra i tanti elementi che influenzano la vita in città, la presenza del verde è sicuramenete importante.

«Riconoscendo l’urgenza di combattere il degrado del suolo e creare nuove vasche di assorbimento del carbonio, condividiamo l’obiettivo ambizioso di piantare collettivamente 1.000 miliardi di alberi entro il 2030».

Questa citazione è quanto si legge nella dichiarazione finale del vertice del G20 di Roma del 2021. L’Europa ha fatto una scelta e preso una posizione: piantare 3.000.000.000 (tre miliardi) di alberi entro il 2030.

L’Italia che latita

Se l’Europa punta in alto, l’Italia non segue il trend. Purtroppo nella nostra nazione sono pochissimi i comuni che hanno aperto gli occhi sul problema ambientale che affligge le aree urbane, solo il 7% di essi infatti ha dichiarato di aver elaborato un piano verde.

Anche lo stato attuale dei fatti non ci pone in posizione interessante a livello europeo.
Il verde urbano e/o le aree verdi attrezzate per lo sport all’aperto per solo il 17% dei capoluoghi supera la quota di 9 mq/abitante. Siamo sotto la media europea!

Napoli
Napoli, Piazza del Plebiscito. Foto di Daniel Eliashevsky

Più verde in città!

La presenza di elementi naturali, arboricoli, in ambienti altamente urbanizzati restituisce vantaggi non indifferenti.
Il primo impatto è sicuramente da non sottovalutare, anche se ci si pensa davvero di rado. I dissesti idrogeologici tendono ad essere ridotti quando c’è abbondante presenza d’alberi.

Gli alberi però influenzano anche la percezione dell’ambiente intorno a noi, rendendo non solo i luoghi più decorosi, ma anche più salubri, incentivando la vita all’aria aperta e la pratica di attività sportive. E il verde ha un influenza positiva anche sulla psiche!

Non da ultimo, il verde assorbe CO2. Nel quotidiano, poi, il verde mitiga le isole di calore e fa da bilancia termica per l’ambiente, giovando indirettamente e direttamente anche sul nostro vivere la città.

Anche la costruzione di spazi verdi richiede, però, attenzione e studio. Non tutti gli alberi sono uguali, non tutti offrono analoghi vantaggi, non tutti sopravvivono al meglio in un ambiente piuttosto che in un altro. Bisogna ragionare il verde.

Analisi e studi hanno dimostrato come, in una città come Milano, le temperature cambiano in base alla presenza arboricola: 33.9 °C in aree con presenza d’alberi, 36.5°C in aree con assenza d’alberi.

Frammentazione

Purtroppo in Italia, nonostante si viva di bellezza, c’è sempre stata scarsa attenzione al mondo naturalistico, al verde, alla salubrità ambientale.
Manca, ad oggi, una mappatura del verde nei comuni italiani.

Sporadiche, frammentate, dispersive sono le iniziative – per quanto apprezzabili – dei comuni italiani. Milano, come Padova, stanno – ad esempio – portando avanti progetti che parlano d’ambiente, soprattutto di forestazione urbana. Partecipano a questa piccola rivoluzione urbana anche Prato, Mantova, Rimini e Parma.
E il resto d’Italia?
Osservando lo stato attuale, come evidenzia il Sole24Ore, di alcune città italiane, lo scenario non è proprio idilliaco.

Napoli offre 6 alberi ogni 100 abitanti;
Palermo offre 11 alberi ogni 100 abitanti;
Roma offre 11 alberi ogni 100 abitanti;

fanno meglio Bologna (21 alberti/100 abitanti), Milano (37) e Torino (47).

Le città verdi di domani?

L’Italia pare si sia data un obiettivo: 6.6 milioni di nuovi alberi entro il 2024; 6.600 ettari di foreste urbane, budget 330 milioni di euro.
Ovviamente le attese non sono semplici da soddisfare. Mancano materialmente tutti questi alberi che si vuol piantumare, mancano previsioni sul come dovrà essere mantenuto questo verde. Da calcoli effettuati pare si sia prevista una spesa di 50€ per ogni pianta nuova, decisamente insufficienti per la sola piantumazione, figuriamoci per il mantenimento negli anni.

Fiori di Oslo
In centro si vive tra fiori e colori, tra vetro e metallo. Basta muovere gli occhi e lo scenario cambia!

Una visione più ampia

Non è solo l’aspetto arboricolo a consentire lo sviluppo di una città eco-friendly, ma soprattutto salubre. Bensì un mix di elementi che vengono influenzati dal nostro vivere quotidiano.

Uno, su tutti, è la mobilità elettrica. E si, è un argomento complesso, fin troppo semplificato. Non è solo un passaggio dal carburante di origine fossile a quello legato alla rete elettrica, ma un ripensamento totale del modo di muoversi.

Oslo: un esempio di vita in elettrico

Oslo, durante il nostro viaggio in Norvegia, è stata una rivelazione incredibile.
Una città che, indubbiamente, ha dalla sua l’avere una popolazione contenuta rispetto ai principali centri italiani, ma che ha scelto di approcciare all’elettrico in modo radicale.

In tutta la città sono pochissime le auto di privati che si muovono, i mezzi più diffusi sono i tram e i bus (elettrici), le biciclette (con o senza pedalata assistita) e i monopattini. Le persone si muovono a piedi. Basti pensare che i traghetti che portano ad Hovedoya sono elettrici!
Pensare ad una città che resti immutata, e veda solo il cambio di propulsione dei mezzi privati, sicuramente non è la soluzione ai problemi di oggi. Siamo troppo facilmente contrari all’uso dei mezzi pubblici.

C’è da riprogettare la mobilità urbana e nazionale. Cosa non da poco, ma necessaria.
Il senso di fastidio provato, la mattina seguente al ritorno a Milano quando sono uscito per andare a correre al parco, è stato illuminante. Voglio una città verde, una città a misura d’uomo.
La puzza di smog era penetrante. Ad Oslo non l’ho mai sentita.

Riscaldamento ed edilizia

A gravare negativamente sul bilancio ecologico sono anche i progetti di edilizia (ed il continuo consumo di suolo) e i sistemi di riscaldamento.
Bisogna guardare al domani, e se tanti nuovi edifici – seguendo quelle che sono le logiche/regole nZeb – che guardano all’ottimizzazione e l’efficientamento termico/energetico, i vecchi palazzi ed edifici spesso trascurano questo aspetto. Vecchie caldaie a gas, o comunque a combustibili poco eco-friendly, continuano ad inquinare imperturbabilmente.

Sono diventate obbligatorie, da un po’, le termo-valvole regolabili e i conta calorie… ma poco si è fatto per sensibilizzare davvero l’utenza all’ottimizzazione dei consumi e delle emissioni. Riscaldamenti centralizzati che pompano a tutta forza acqua bollente per intere giornate, spesso valvole aperte che scaldano ambienti inutilmente. Magari qualcuno poi apre anche le finestre!

Tecnologia e futuro

Beh, le città verdi arriveranno. Questo è certo. Quando, forse meno.
La tecnologia ci aiuterà sicuramente ad andare nella direzione giusta, ma quello che davvero crea il cambiamento sono le nostre scelte quotidiane.

Scegliere di uscire di casa, muoversi a piedi, con la bicicletta o il monopattino, con un autobus o con la metropolitana significa schierarsi: non è solo evitare lo stress del parcheggio, ma anche scegliere di volere una città fatta per le persone, e non per le auto.
E’ scegliere l’aria che profuma di aria, e non di smog.

E voi, cosa vi aspettate dalla vostra città?

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