Lezioni di Fotografia – Mobile Photography

Lezioni di Fotografia – Mobile Photography

Fotografare è una passione, un hobby, un’arte che non richiede obbligatoriamente di possedere una macchina fotografica. Sembra strano a sentirsi, ancor di più a dirsi, ma grazie a smartphone sempre più performanti le fotografie sono elemento quotidiano per tanti di noi.

La Mobile Photography (fotografia fatta con dispositivi mobile: smartphone e tablet) è diffusissima, e per alcuni è anche un hobby molto, molto serio. C’è qualcosa che dobbiamo sapere per approcciare a questo genere di fotografia (o meglio, a questa tipologia di strumento fotografico) con intelligenza?

Mobile Photography - I miei primi telefoni "fotografici"
I miei primi telefoni dotati di fotocamera: Sony-Ericsson T610 (del 2003), con 0.1 mpx e Sony-Ericsson W300 (del 2006), con 0.3 pmx, tecnolgia Sony Walkman e memoria di archiviazione integrata da 256Mb, espandibile fino a 2Gb.

Un breve viaggio storico

La Mobile Photografy non ha la stessa età della fotografia, comunemente intesa. Essa nasce, formalmente, con l’arrivo sul mercato dei primi cellulari dotati di fotocamera, ma assume consistenza soltanto con la diffusione dei social network.
I primi smartphone equipaggiati di fotocamera, infatti, restituivano (nonostante l’emozione del tempo e l’incredibile novità che fu il poter scattare una fotografia con un telefono) immagini di qualità piuttosto discutibile – confrontate con lo standard dell’epoca: la pellicola. I telefoni con fotocamera, e display a colori, avevano un costo elevato e non si diffusero rapidamente.
Per non parlare del comparto video, assolutamente inesistente (e non era un problema! YouTube non era ancora così noto, come lo è oggi).

Quando comprai il mio primo cellulare “evoluto“, il SonyEricsson T610 (che ancora oggi trovo di un’eleganza incredibile), la cosa che effettivamente attirava l’attenzione era più la possibilità di comporre suonerie MIDI, il display a colori, il Led di notifica integrato nel joystick di navigazione che la fotocamera: quelle immagini, una volta catturate, non potevano essere condivise con nessuno. Ogni messaggio, contenente un’immagine, costava tantissimo! E le mail non erano proprio contemplate!
La situazione non era cambiata così tanto qualche anno dopo. Quando comperai il SonyEricsson W300 i suoi punti forti erano sempre legati all’audio: tecnologia Walkman di Sony, possibilità di riprodurre audio (via cuffia – non c’era il jack da 3.5 mm – e via cassa integrata – allora potente e rara su di un cellulare) in formato MP3 o WAV, memoria integrata (256Mb allora erano una capienza notevole), espandibilità (2Gb consentivano di archiviare una gran quantità di Mp3). Indubbiamente poter fare qualche foto non guastava, ma condividerle restava abbastanza oneroso e complesso (ricordo che lo facevo via PC, sul mio blog legato ad MSN!) e la qualità lasciava davvero a desiderare – confrontata agli standard di oggi e alla pellicola.

Mobile Photography - Samsung i900 Omninia
Il punto di svolta si ebbe all'incirca nell'anno 2009, con l'arrivo sul mercato di iPhone e Samsung Omnia i900. Fotocamere migliori, connettività espansa, sistemi operativi complessi e la nascita di social network e servizi di messaggistica istantanea

Il momento della svolta

La svolta che possiamo pensare che abbia dato i natali alla Mobile Photography fu l’arrivo sul mercato dei primi smartphone. Indiscusso punto di svolta fu la nascita di iPhone in casa Apple, ma non mancarono prodotti di aziende concorrenti: un esempio fu il Samsung Omnia i900. Le fotocamere migliorarono enormemente, sistemi operativi complessi arrivarono sul palmo della mano, connettività espansa (Wi-Fi, reti più performanti), mail e sistemi di messaggistica istantanea diedero un boost enorme alla diffusione di immagini.
Arrivarono anche i social network (Facebook in primis).

Fotografare con lo smartphone

Fotografare con lo smartphone è semplice, immediato. E condividere le immagini è istantaneo.
Ecco alcune delle ragioni per cui la Mobile Photography ha riscosso un incredibile successo e continua ad appassionare utenti d’ogni dove e d’ogni età.

Le continue evoluzioni tecnologie e la diffusione di sempre più performanti dispositivi a prezzi contenuti ha permesso a tutti l’accesso al mondo della fotografia, in ogni istante. Non è più esercizio artistico, la fotografia, nè tecnico, bensì un canale di comunicazione aperto a tutti, democratico, multistrato. E crescono anche i contenitori fotografici, applicazioni, social network e community: Instagram, Twitter, Facebook sono solo alcuni dei mondi in cui ci si può perdere tra milioni di scatti.

Ma noi, ed io, vogliamo guardare a questo fenomeno fotografico come a qualcosa di più elevato che la mera e semplice condivisione di un frame catturato nel film della vita quotidiana. C’è di più, c’è ricerca del tecnicismo, della narrazione artistica (nello scatto stesso, o nella post produzione), dello stile anche nella fotografia fatta con uno smartphone. Proviamo a capire quanto peso hanno gli aspetti “tecnologici” in questo mondo – prendendo spunto da quanto detto per le macchine fotografiche.

Mobile Photography - Lo smartphone

Sensori, obiettivi e capacità fotografiche

Quando abbiamo iniziato il percorso di “Lezioni di Fotografia” ci siamo soffermati su elementi comuni a tutti i dispositivi fotografici. Quando diciamo tutti, quindi, non escludiamo gli smartphone.
Anche i nostri telefoni tutto-fare hanno, al loro interno, gli stessi elementi che possiamo ritrovare su gran parte delle macchine fotografiche: c’è il sensore fotografico, c’è almeno un obiettivo, c’è un processore di calcolo ed elaborazione dell’immagine, c’è un sistema di regolazione (quasi sempre) manuale e la stabilizzazione (ottica o digitale).

Il sensore

Il sensore è, come ci siamo già detti, l’odierna pellicola. E’ grazie ad esso che riusciamo ad imprimere l’immagine e a catturarla. Ogni smartphone dotato di fotocamera ne ha almeno uno – oggi, tra l’altro, esistono modelli che ne hanno anche più di uno!
E’ questo il cuore vero e pulsante delle capacità fotografiche di uno smartphone ed è da esso che prende il via il fenomeno della Mobile Photography.

I sensori degli smartphone sono svariati, con svariate capacità. Ne esistono di dimensioni differenti e, come per le macchine fotografiche, da esse dipende anche la qualità degli scatti (non solo da questo!). Sensori più grandi offrono capacità migliori.
Non è utile, quindi, rincorrere i megapixel, come ci siamo già detti. Quello che fa davvero la differenza è la dimensione (diagonale).

Oggi, sul mercato abbiamo smartphone con fotocamere che superano il centinaio di megapixel. Eppure, nonostante questi muscoli, rendono peggio di una reflex che ne ha la metà.

Mobile Photography - Huawei P40 Pro

Obiettivi: i punti di vista si ampliano

L’evoluzione fotografica nel mondo degli smarpthone ha visto nascere dispositivi con vari obiettivi: lenti wide, lenti standard, lenti zoom, lenti macro, lenti tele (per un approfondimento puoi consultare “Lezioni di Fotografia – Gli Obiettivi“).

La Mobile Photography ha potuto quindi beneficiare di un sempre maggior numero di punti di vista a disposizione del fotografo. Le prospettive si sono ampliate, gli orizzonti sono cambiati. 
Molti smartphone, sopratutto i top gamma, hanno oggi lenti con zoom ottico, stabilizzazione ottica e digitale, lenti wide, ottiche macro… si riesce, quindi, a trovare quasi sempre il compromesso giusto per soddisfare i propri appetiti artistici.

Ma, ancora una volta, non è la quantità di lenti a fare la differenza (si, concede di creare meglio!), bensì la qualità. Ed ecco partnership con nomi altisonanti della fotografia: un esempio su tutti, il binomio Huawei-Leica. Di un obiettivo, per fare un ripasso, non è solo la focale ad essere rilevante, ma soprattutto l’apertura! Lenti più luminose consentono miglior sfuocato, minor rumore digitale, più rapidità nello scatto con luce scarsa e riducono la possibilità di foto mosse.

Purtroppo anche quando uno smartphone è equipaggiato con varie tipologie di lenti (wide, tele, standard, macro) la qualità non è sempre uguale: i sensori sono spesso diversi e, sovente, solo uno di essi è davvero il più performante. Anche l’ottimizzazione software, capita, non è sempre delle migliori e nei passaggi da una lente all’altra si nota, ponendovi attenzione, qualche cambiamento: bilanciamento del bianco, dettaglio, qualità dei colori.

Algoritmi

Tanto lavoro lo fanno gli algoritmi di elaborazione delle immagini.
Lo sfuocato, per quanto generato dall’apertura e dalla grandezza del sensore, in casi come quelli degli smartphone, dove tutto è microscopico, dipende proprio dall’elaborazione digitale, capace di dare quel tocco in più. E spesso a far la differenza!
Basti pensare che, quasi sempre, la sola applicazione GCam consente di tirare fuori, da smartphone poco “fotografici” scatti nettamente migliori di quelli possibile con le applicazioni preinstallate!

Lezioni di Fotografia - Le regole universali

Conclusioni

Mobile Photography o fotografia tradizionale, le regole da seguire e che permettono di ottenere uno scatto valido sono poche e universali.
La principale, o meglio quella da tenere sempre a mente, è una: il triangolo!

Apertura – Sensibilità del sensore – Tempo di scatto

Ed è questo il tema che cureremo nella prossima “Lezioni di Fotografia“.

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