Streghe, il processo alle “masche” di Rifreddo | Storie di donne

Streghe, il processo alle “masche” di Rifreddo | Storie di donne

Streghe, donne dotate di poteri sovrannaturali, dall’indole violenta, temute ed odiate da intere comunità. Streghe, donne assassine, divoratrici di cadaveri d’infanti, avvelenatrici.
Streghe, amanti di demoni, devote al Maligno.

Streghe, donne vittime di tortura, maldicenza, accuse senza fondamento e poi arse al rogo. Streghe, storie taciute e perse nel tempo.
E’ il libro di Grado Giovanni Merlo che ci catapulta, con le testimonianze originali e le carte processuali a Rifreddo, in Piemonte, alla scoperta di come un gruppo di donne sia stato accusato prima, condannato poi, del reato di mascaria (stregoneria).

Streghe, storie di donne e dolore
Le streghe, donne vittime di violenza, chiacchiericcio, superstizione e "politica". Donne che si sono perse nella storia.

Le streghe di Rifreddo (e non solo)

Le streghe di Rifreddo, come quelle del folklore di altre contrade d’Italia, sono donne. Le fonti documentali più diffuse, in un remoto e cupo passato, hanno sempre rappresentato questa categoria di donne come malvage, pericolose, violente e perfino assassine. Storie su storie, tramandante oralmente e talvolta in libri dalla dubbia veridicità storica, presentano caratteri spesso comuni: donne che, sedotte da demoni, si concedevano al signore degli inferi e dallo stesso poi venivano manipolate. Vittime e carnefici allo stesso tempo.

Tra le “fonti” (adottiamo il virgolettato perchè non bisogna sporcare il concetto di fonte storica) adottate dagli inquisitori figurano volumi che hanno segnato la cultura popolare. Tra i più famosi libri possiamo citare indubbiamente il Malleus Maleficarum che fu il testo cui presero ispirazione gli inquisitori per perseguire le donne sospettate di stregoneria. Ma non fu da meno un autore come Pico Della Mirandola, che al Malleus fa riferimento, nel suo La strega: ovvero degli inganni de’ demoni.

Ma la tradizione popolare ha in se, intrise, storie diverse e complesse. Un caso particolare è riscontrabile tra i monti del beneventano e dell’avellinese, dove si narra del culto delle streghe (parte dell’attrattiva turistica di quelle aree). E qui, nello Stretto di Barba, le streghe si riunivano per sabba ai piedi del noce (famoso): semmai riusciste a trovarlo, interessante è il volume “Della superstitiosa noce di Benevento, trattato historico” del 1640.

Streghe

Un processo che fa da “insegnamento”

Il processo alle streghe, descritto e narrato da Grado Giovanni Merlo, è uno strumento di riflessione per il lettore.
Il libro, infatti, prova ad illuminare chiunque vi si approcci illustrando – oggettivamente – come il processo abbia inizio, come si svolga e come si concluda. Le dinamiche, umane prima di tutto, legali poi, sono complesse, tortuose. Tortura, violenza fisica e psicologica, convincimenti e suggestioni permeano le dichiarazioni di donne innocenti. Donne che accusano donne: un circolo che si auto-alimenta.

Alcune di queste dinamiche si ritrovano, poi, anche in altri accadimenti storici – spesso di cronaca nera (o quasi). Se ne ravvisano, ad esempio, negli accadimenti narrati in un altro libro, molto interessante (di cui vi abbiamo anche già parlato): La Q di Qomplotto.

Leggere per comprendere, leggere per conoscere

Questo piccolo volume, sul processo a donne, a streghe, nel cuore del Piemonte è uno stimolo a conoscere. A comprendere. A scoprire tante, contorte, complesse, dinamiche della storia del nostro Paese, e non solo. Serve, innanzitutto, a capire cosa accade intorno a noi. Ieri, come oggi.

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